Studio Dentistico Gheller

FAQ

DOMANDE FREQUENTI

In questa sezione trovi le risposte a molte domande
frequenti che ci pongono i nostri clienti.

Ogni quanto tempo dovrei fare una visita di controllo?

La visita di controllo dovrebbe essere programmata ogni sei mesi. Per pazienti con problematiche gengivali, implantari o ricostruzioni importanti, può essere necessario un monitoraggio ogni 3–4 mesi. La frequenza ideale viene stabilita in base allo stato di salute orale individuale.

No, se eseguito professionalmente e con materiali certificati. Un protocollo corretto non intacca lo smalto e non lo assottiglia, ma agisce in profondità sulle molecole pigmentate. I trattamenti fai-da-te, invece, possono essere aggressivi o inefficaci.

Le faccette moderne richiedono una preparazione minima o addirittura nulla. Ogni caso viene valutato con precisione per preservare quanto più possibile lo smalto naturale. Quando ben progettate, le faccette migliorano estetica e funzione in modo naturale e stabile.

L’intervento viene eseguito in anestesia locale ed è generalmente ben tollerato. Con le tecniche minimamente invasive e la chirurgia guidata, il trauma è ridotto al minimo. Il post-operatorio è spesso più lieve di quanto i pazienti si aspettino.

Un impianto può durare anche tutta la vita se mantenuto correttamente. I fattori determinanti sono igiene orale quotidiana, controlli periodici e assenza di abitudini dannose come il fumo. La qualità dell’osso e dei materiali influisce sulla stabilità a lungo termine.

Sì. Grazie alle tecniche di rigenerazione ossea e agli innesti, oggi è possibile ricostruire volumi ossei adeguati alla posa implantare anche in casi complessi. Una valutazione radiologica 3D permette di determinare la soluzione migliore.

Con tecniche moderne e anestetici efficaci, la devitalizzazione è un trattamento indolore. Serve proprio ad eliminare dolore e infezione. Oggi si esegue in maniera rapida, precisa e confortevole.

Sì. Anche un dente posteriore influenza la stabilità dell’intera arcata. Quando manca un dente, gli altri si spostano, la masticazione si altera e aumenta il rischio di usura, tensioni mandibolari e problemi gengivali.

Assolutamente sì. Gli allineatori sono pensati proprio per gli adulti che desiderano correggere disallineamenti senza apparecchi visibili. Sono confortevoli, discreti e permettono una gestione quotidiana molto semplice.

Dipende dalla complessità del caso. I trattamenti più brevi durano pochi mesi, quelli più complessi possono richiedere 12–24 mesi. La durata viene definita dopo una valutazione digitale completa.

No. Il sanguinamento gengivale è quasi sempre un segnale di infiammazione o parodontite allo stadio iniziale. Non va ignorato. Un controllo professionale permette di diagnosticare la causa e intervenire in modo tempestivo.

No. L’igiene professionale rimuove placca, tartaro e pigmentazioni senza danneggiare lo smalto. Anzi, è fondamentale per prevenire infiammazioni, carie e problemi gengivali. Va eseguita ogni 4–6 mesi.

Lo scanner intraorale permette di rilevare impronte precise senza paste fastidiose. Migliora il comfort del paziente, aumenta la precisione delle ricostruzioni e accelera l’intero percorso terapeutico.

Una corona di alta qualità può durare molti anni, spesso oltre il decennio, se mantenuta correttamente. La ceramica integrale offre estetica naturale, stabilità cromatica e resistenza elevata.

Perché è fondamentale valutare lo stato dello smalto, eventuali sensibilità, otturazioni presenti e il colore reale di partenza. Solo così si può definire un trattamento efficace e sicuro.

Perché è fondamentale valutare lo stato dello smalto, eventuali sensibilità, otturazioni presenti e il colore reale di partenza. Solo così si può definire un trattamento efficace e sicuro.

Sì. I materiali moderni sono estetici, resistenti e completamente biocompatibili. Offrono un’integrazione perfetta con il dente naturale e una lunga durata nel tempo.

Sì, perché influiscono sulla masticazione e sulla funzione dell’articolazione temporo-mandibolare. Una diagnosi ortodontica completa può rivelare squilibri che influenzano postura e muscolatura.

Ogni 2–3 mesi, oppure prima se le setole appaiono deformate. Uno spazzolino usurato pulisce male e può favorire l’infiammazione gengivale.

Sì, ma con la consapevolezza che i materiali artificiali non cambiano colore. Il dentista valuterà come ottenere un risultato armonico o, in caso necessario, se sostituire restauri datati.

Esiste una predisposizione genetica, ma la malattia non è “ereditaria” in senso stretto. Igiene corretta, controlli regolari e trattamenti specifici permettono di tenerla perfettamente sotto controllo.

Una lieve sensibilità è comune nelle prime 24–72 ore, ma tende a scomparire. Se persiste, è importante un controllo per verificare masticazione e occlusione.

Il tempo varia in base al tipo di estrazione. Nella maggior parte dei casi, la guarigione iniziale avviene in pochi giorni. Estrattive complesse o denti del giudizio possono richiedere una settimana. Le istruzioni post-operatorie riducono fastidi e favoriscono una guarigione ottimale.

No. I denti del giudizio non hanno una funzione determinante nella maggior parte dei casi. La sostituzione non è necessaria, salvo situazioni particolari valutate individualmente.

No, non per la chirurgia odontoiatrica in anestesia locale. È però consigliabile non presentarsi a stomaco completamente vuoto e non eccedere con pasti pesanti prima del trattamento.

Sì. Anche con un’ottima igiene domiciliare, il tartaro non è removibile con spazzolino e filo. L’igiene professionale previene carie, gengiviti e parodontite.

Sì, può verificarsi una sensibilità temporanea dovuta alla permeabilità dello smalto. In genere scompare entro 24–48 ore.

Dipende dalle abitudini: fumo, caffè, tè e vino rosso accelerano le pigmentazioni. Con richiami periodici e buona igiene, i risultati durano a lungo.

Raramente, se progettate e cementate correttamente. È fondamentale evitare abitudini scorrette come mordere oggetti duri o usare i denti come “attrezzi”.

Sì. Sono tra i trattamenti più studiati in medicina. I materiali sono biocompatibili e i tassi di successo sono molto elevati.

Sì, ma il fumo aumenta il rischio di complicanze e rallenta la guarigione. Ridurlo o sospenderlo temporaneamente migliora molto la prognosi.

La chirurgia guidata utilizza una pianificazione digitale che aumenta precisione, riduce il trauma e migliora il risultato funzionale ed estetico.

Permette di valutare volume, densità ossea e strutture anatomiche sensibili. Senza TAC, la pianificazione implantare sarebbe incompleta.

Un gonfiore moderato è normale nelle prime 48 ore, soprattutto nei casi complessi. Terapia e ghiaccio aiutano a controllarlo rapidamente.

Protegge denti indeboliti da carie estese, fratture o devitalizzazioni, ripristinando resistenza ed estetica.

Perché diventa più fragile e soggetto a fratture. La corona previene danni irreversibili.

Sì. I materiali moderni sono resistenti ed estetici. Con controlli regolari possono durare molti anni.

No. Senza trattamento progredisce. Solo le lesioni iniziali intercettate precocemente possono essere remineralizzate.

Dipende dalla causa: recessione gengivale, usura dello smalto, carie o infiammazione pulpare. Serve una valutazione clinica.

È il trattamento che rimuove il tessuto pulpare infetto o infiammato, eliminando dolore e salvando il dente.

Spesso una sola seduta, grazie a strumenti rotanti e tecnologie digitali.

Può evolvere in parodontite con perdita di osso e mobilità dentale. Intervenire presto fa la differenza.

Sì. Non si “guarisce” completamente, ma può essere stabilizzata con terapie mirate e mantenimento regolare.

No. Va usato solo se indicato. L’igiene quotidiana si basa su spazzolino e strumenti interdentali.

Sì. Possono correggere la maggior parte dei disallineamenti con ottimi risultati e grande comfort.

È normale avvertire una lieve pressione iniziale: è il segno che il trattamento sta funzionando.

Circa 22 ore. Indossarli meno allunga i tempi o compromette il risultato.

Sì, esistono protocolli specifici per pazienti in crescita.

Per intercettare problemi di crescita e rendere eventuali trattamenti più semplici e stabili.

No. Vanno curate subito per evitare dolore, infezioni e danni ai denti permanenti.

Sì, se usato correttamente. Rinforza lo smalto e previene la carie.

Sì, se prescritto dopo una diagnosi corretta. Riduce bruxismo, tensioni muscolari e mal di testa.

Sì. Il bruxismo notturno è una causa frequente di cefalee e rigidità mandibolare.

No. Prima va ristabilita la salute gengivale: l’estetica poggia su basi biologiche sane.

Per analisi precise, documentazione clinica e pianificazione accurata dei trattamenti.

Sì. Può aumentare bruxismo, secchezza orale e infiammazioni gengivali.

Sì, se usati correttamente. Migliorano la rimozione della placca e semplificano l’igiene quotidiana.

No direttamente. La prevenzione passa da igiene, alimentazione equilibrata e controlli regolari.

Sì. Aumenta il rischio di gengiviti e parodontite, rendendo indispensabili controlli frequenti.

La saliva protegge smalto e gengive. Una sua riduzione aumenta il rischio di carie e infezioni.

Sì, in casi selezionati. Oggi sono più confortevoli ed estetiche rispetto al passato.

È una soluzione fissa o semifissa che utilizza impianti come radici artificiali, offrendo grande stabilità.

In alcuni casi basta un giorno (carico immediato), ma non è adatto a tutti. Serve una valutazione approfondita.

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